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giovedì 17 marzo 2016

La Carbonara di Renato Gualandi

Oggi vi voglio parlare di un piatto che, se pur semplicissimo, suscita sempre dispute tra i commensali in merito alle sue origini, alle modalità di preparazione e al formaggio da metterci sopra: La Carbonara.

Come tutte le ricette ormai diventate famose a livello globale, anche la carbonara vanta diverse origini e diversi inventori... Chissà quale sarà quello vero poi...

Normalmente si pensa che la carbonara abbia avuto origine nel Lazio e più precisamente a Roma. La sua data di nascita rimane, invece, ancora incerta in quanto i libri anteriori al 1950 non ne parlano.
Ma passiamo ora in rassegna le varie origini di questa "pietra miliare" della cucina italiana:

1) Il carbonaro: Si racconta che un carbonaro, ossia uno spazzacamini, ormai ritiratosi dalla professione, avesse aperto una fiorente attività nel capoluogo laziale, e che servisse nel suo locale questa pasta con l'uovo a cui aveva dato il nome di "carbonara" in onore del suo ex-lavoro.




2) Origine Anglo-Americana: Devo ammettere che questa seconda ipotesi mi sembra alquanto azzardata... Comunque si racconta che negli anni della seconda Guerra Mondiale i soldati americani giunti in Italia abbiano cercato di reperire nelle botteghe e nei mercati della capitale gli ingredienti a loro più comuni e li abbiano semplicemente uniti insieme per farne un condimento per la pasta, in un perfetto mix italo-anglosassone.

3) Origine Italo-Americana: Ovviamente alla tesi sopra citata gli italiani rispondono che in realtà non sono stati gli americani a mescolare gli ingredienti a loro familiari creando la carbonara, ma sono stati gli italiani a trovare sul mercato ingredienti prima sconosciuti (come il bacon) che gli hanno dato la possibilità di creare questo nuovo piatto.


4) Origine Appenninica:  Questa quarta ipotesi sostiene invece che la carbonara sia nata tra i carbonai appenninici abruzzesi che la preparavano usando gli ingredienti di maggior reperibilità. Secondo questa tesi la carbonara sarebbe l'evoluzione del piatto abruzzese "cacio e ova" che i carbonai preparavano il giorno prima e si portavano dietro durante il tragitto.
Questa ipotesi trova conferma nel fatto che il termine "carbonada" significa, in abruzzese, carne di suino cotta sul carbone... In altre parole pancetta.



5) Ipotesi Napoletana: Altra ipotesi fa risalire la nostra ormai amata carbonara alla città di Napoli, già madre di diverse ricette gustosissime. Si sostiene infatti che, nel trattato di Ippolito Cavalcanti del 1837 "Cucina teorico pratica", vi fossero già riferimenti a questa pietanza.







Ma veniamo adesso a quello che ho deciso di proporvi io oggi... Non sono mai stata particolarmente attratta dalla pasta alla carbonara, che in casa mia viene proposta cucinata dal mio babbo, a modo suo,da un'eternità. Tuttavia qualche giorno fa, mentre guardavo la tv, sono rimasta piacevolmente colpita dal novantacinquesimo compleanno di Renato Gualandi, bolognese di nascita,  uno dei più grandi chef europei e unico italiano insignito del commendatorato della cucina francese.


 Gualandi ha servito i suoi piatti a Charles de Gaulle, alla regina di Olanda, a Pasolini, a Enzo Ferrari, a Wanda Osiris, a Tyron Power e chi più ne ha più ne metta.
Ecco, ascoltando quello che diceva questo simpatico signore in merito alla carbonara, ho deciso di sfidare il babbo nella preparazione del suo piatto forte.. e mi sa che ho vinto io, almeno a giudicare dalla faccia di Giacomo!


Quello che Renato Gualandi non si stanca di ripetere è che:  " a inventare la carbonara non sono stati i romani!" e racconta che nell'anno 1944, durante la liberazione della città di Riccione, fu proprio lui a cucinare questo piatto per la cena che avrebbe festeggiato la fine della guerra. "Gli spaghetti vengono un po' bavosetti ed è un successo!"..così conclude Gualandi il suo racconto e a lui ho voluto rendere omaggio ricreando la sua ricetta, senza i bianchi dell'uovo che, come dice lui: "fanno una frittata che la puoi tagliare col coltello".
Ma veniamo adesso alla ricetta che, come vi ho già detto, è venuta ottima, cremosa e saporita.






Ingredienti: 
1 tuorlo d'uovo a commensale
200 ml di panna fresca
150 gr di pancetta dolce
una noce di burro
80 gr di spaghetti a testa
pepe q.b
pecorino romano o groviera ( vi giuro che ci sta benissimo) q.b.

Ricetta:



Mentre mettete a cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata iniziate a preparare la salsa carbonara: in una padella mettete i 50 gr di burro e fate sciogliere a fuoco basso. Aggiungete la pancetta e lasciate cuocere nel burro finchè non diventa bello croccante ed assume un bel colorino rosato; a questo punto aggiungete la panna e lasciate ritirare per qualche minuto, deve ridursi ma rimanere comunque abbastanza liquida.


A questo punto la pasta dovrebbe essere quasi pronta per cui togliete la pancetta dal fuoco, e scolate la pasta, aggiungete i tuorli alla pancetta e mescolate finché la salsa non diventa di un bel colore giallognolo ( questo procedimento deve essere fatto a freddo, ossia fuori dal fuoco, e abbastanza velocemente altrimenti la salsa di addensa troppo). Aggiungete la salsa carbonara agli spaghetti, mescolate il tutto, condite con un po' di pepe nero e servite con una bella grattata di formaggio a guarnire il tutto. E adesso che avete pronta la vostra carbonara di Gualandi gustatevela immaginandovi come dovranno essersi sentiti gli abitanti di Riccione quando, dopo anni di guerra e fame, dopo anni senza pranzi in famiglia e dopo tutto l'orrore che la guerra si è portata dietro, si son trovati di fronte questa bontà divina!


Per questa ricetta, in cui abbiamo parlato anche un po' di storia, di guerra, di liberazione e di ritorno alla libertà vorrei buttare là una bellissima canzone delle Andrews Sisters che sarebbe poi diventata una delle più amate e allegre canzoni della II guerra mondiale. La musica delle Andrews Sister accompagnò in quegli anni le truppe impegnate in guerra. La canzone racconta la storia di un trombettista di Chicago che, all'apice della sua carriera, è costretto ad arruolarsi. Il suo capitano, comprendendo la sua malinconia, decide di ricreare una band appositamente per lui con la quale possa suonare e, al tempo stesso, allietare i soldati.


domenica 4 maggio 2014

Et voilà! I macaron

Era da un po' che nel libro di Felder mi soffermavo a guardare il capitolo dedicato ai macaron con ammirazione... ed alla fine mi sono decisa a provare!
Ho iniziato con due tipi "classici": quelli alla fragola e quelli al cioccolato fondente.

Per chi non fosse pratico di pasticceria francese i macaron sono dei dolcetti francesi ( che in giro si trovano di diverse dimensioni e gusti) a base di albume e farina di mandorle ripieni di ganache o di creme varie.
Sono considerati, in assoluto, tra i dolci più famosi della cucina francese.
Sono diventati così famosi che a Parigi, e non solo, il 20 marzo si festeggia la giornata mondiale dei macarons.
Coloratissimi e di innumerevoli sapori, i macaron sono unici e perfetti per ogni occasione: da un thè delle cinque ad un compleanno, e sono perfetti anche come dessert da consumare dopo cena.
Caratteristica principale dei macaron è quella di avere una consistenza morbidissima e vellutata che si scioglie in bocca.

Sulle origini di questa prelibatezza il dibattito è ancora acceso, Larousse Gastronomique cita i macaron come dolci creati nel 1791 in un convento vicino a Cornery.
Alcuni invece fanno risalire la loro nascita all'arrivo di Caterina dei Medici che commissionò ad un pasticcere francese la realizzazione di questi dolcetti dopo il matrimonio con Enrico II di Francia nel 1533.
Il macaron per come lo conosciamo oggi è nato invece nel XX secolo, creato da Pierre Desfontaines, della pasticceria La Durée, di cui vi metto il link al sito ( che vale sempre una visita ). http://www.laduree.com/en_fr/


Comunque, tornando a noi, io ho deciso di realizzare i due tipi di macaron più classici tra quelli che ho trovato nel libro di Felder: cioccolato fondente e fragole.
Vi metterò le due ricette separatamente, anche se il procedimento di base è lo stesso.
Quello per i macarons è un procedimento non troppo semplice, bisogna riuscire a fare più cose contemporaneamente, stare molto attenti alle temperature del caramello ( consiglio vivamente l'acquisto di un termometro alimentare) e armarsi di pazienza e di precisione.
Una volta realizzati i due "gusci" del macaron la farcitura sarà la parte più divertente in assoluto.
I ripieni che Felder propone sono una ganache al cioccolato fondente, per i macaron al cioccolato, ed una crema di fragole e cioccolato bianco, per i macaron alle fragole!
Alla fine, quando sarete riusciti a far nascere i vostri macaron vedrete che conquisteranno tutti, grandi e piccini!

Ed ecco qua i miei capolavori..







Ingredienti Macaron al cioccolato:

Per la ganache:
200 gr di panna liquida
1 cucchiaio di zucchero semolato
250 gr di cioccolato fondente al 60 % o più
40 gr di burro

Per i macaron:
185 gr di zucchero a velo
185 gr di farina di mandorle
30 gr di cacao in polvere amaro
5 cl di acqua
200 gr di zucchero semolato
150 gr di albumi, circa 5 albumi ( divisi in 2 bicchieri da 75 gr ciascuno)
colorante alimentare rosso q.b

Preparazione:
Iniziate preparando la ganache al cioccolato: in una casseruola versate la panna liquida e lo zucchero e portate ad ebollizione a fuoco basso.
Mentre la panna si scalda, tritate il cioccolato e mettetelo in un secondo recipiente.
Una volta che la panna avrà cominciato a bollire versatene una parte sul cioccolato e mescolate con la spatola per qualche istante.
Aggiungete poi la panna rimanente e continuate a mescolare fino ad ottenere una ganache bella liscia e brillante.
Incorporate a questo punto il burro a pezzettini e mescolate ancora per scioglierlo nel composto.
Coprite il recipiente con della pellicola e lasciate solidificare la ganache a temperatura ambiente.
Adesso preparate le parti di meringa: iniziate preriscaldando il forno a 170 °, in una planetaria versate la farina di mandorleed il cacao e mescolate ottenendo così un composto farinoso che in francese prende il nome di tant pour tant.
Per questi macaron ho scelto di utilizzare la ricetta della meringa italiana, nonostante Felder ne metta anche una versione francese. ( il risultato è esattamente lo stesso, ma il procedimento seguito è diverso) .
A questo punto arriva la parte difficile della preparazione, che sarà la stessa per entrambi i macaron da me riproposti e che, quindi, vi dirò di ripetere nella seconda ricetta.
 Allora intanto mettete i primi 75 grammi di albumi all'interno della planetaria metre in una casseruola metterete l'acqua e lo zucchero semolato.
Iniziate a far girare lentamente le fruste della planetaria ed allo stesso tempo iniziate a far scaldare a fuoco medio lo zucchero e l'acqua.
Immergete un termometro alimentare nello sciroppo di zucchero e verificate la temperatura, quando questa sarà arrivata a 114° aumentate la velocità delle fruste della planetaria al massimo.
Quando la temperatura dello sciroppo sarà a 118° toglietelo dal fuoco, abbassate la velocità delle fruste ed aggiungete lo sciroppo all'albume ( che a questo punto dovrebbe essere montato bello fermo.. per verificare se la consistenza dell'albume è giusta provate a capovolgere il contenitore, se l'albume rimane immobile anche a testa in giù significa che è ben montato.
Una volta aggiunto lo sciroppo azionate nuovamente le fruste alla massima velocità per raffreddare la meringa.
 A questo punto versate gli altri 75 grammi di albumi sul tant pour tant e mescolate aiutandovi con una spatola, dovrete ottenere una sorta di pasta di mandorle.
Fermate la planetaria e verificate la giusta consistenza della meringa italiana che dovrà, una volta alzate le fruste, formare una sorta di becco in prossimità della punta della frusta.
Prelevate una parte di meringa e mescolatela con la pasta di mandorle, infine aggiungete la meringa rimanente e mescolate finchè non avrete ottenuto un impasto omogeneo semiliquido.
Infine aggiungete un pizzico di colorante alimentare rosso alla vostra meringa, in modo che il risultato finale risulti di un colore più caldo.
Mettete il composto ottenuto in una sac à poche ed iniziate a formare delle piccole palline di meringa su di una teglia ricoperta di carta da forno ( ah quanto vorrei avere lo stampino da macaron in questo momento!!) 
Cercate di formare delle palline più o meno delle stesse dimensioni in modo che riescano a cuocere tutti allo stesso modo.
Infornate per 10/12 minuti.
Una volta pronti estraeteli dal forno e lasciateli raffreddare.
Ifine farciteli con il ripieno e chiudeteli con il secondo guscio.
Lasciate raffreddare i macaron prima di servirli, addirittura Felder consiglia di tenerli per una notte in frigorifero in modo da lasciargli sprigionare completamente il loro sapore.

Ingredienti Macaron alla fragola:

Per la ganache:

300 gr di cioccolato bianco 
300 gr di fragole
30 gr di zucchero

Per i macaron:
200 gr di farina di mandorle
200 gr di zucchero a velo
5 cl di acqua 
200 gr di zucchero
150 gr di albumi ( divisi in 2 parti da 75 grammi) 
colorante alimentare rosso q.b

Preparazione: 
Prima di tutto iniziate preparando il ripieno: tritate finemente il cioccolato bianco e mettetelo in un recipiente, lavate le fragole, mondatele, tagliatele a metà  e sistematele in una casseruola insieme allo zucchero semolato.
Schiacciate un po' la frutta con una spatola mentre la fate cuocere a fuoco medio.
Con un mixer ad immersione riducete il concentrato in un pappa, poi filtrate il concentrato ottenuto sul cioccolato bianco tritato e mescolate finchè il cioccolato non risulterà completamente sciolto.
Coprite il ripieno ottenuto e mettetelo in frigorifero per almeno 3 ore.
Per la preparazione dei macaron seguite il procedimento della ricetta precedente, senza aggiungere il cacao al tant pour tant ed aggiungendo più colorante rosso all'impasto.

 Anche stavolta ho deciso di mettervi una piccola colonna sonora che vi delizi durante la preparazione: ho scelto la canzone " Birthday" di Katy Perry perchè il video è adattissimo alla situazone macaron e perchè lei è talmente colorata che fa venire in mente un negozio di Ladurée.

mercoledì 9 aprile 2014

Cake di yogurt e mirtilli di Sigrid Verbert

Ebbene...sono stata un po' assente ma sono tornata con una grande novità: alla veneranda età di 26 anni anch'io ho preso il foglio rosa!!!





Sarò un nuovo pericolo pubblico...anzi sarò IL nuovo pericolo pubblico!
Comunque detto ciò potrete capire che non mi sono dedicata molto alla cucina ultimamente perchè impegnatissima nelle guide!



Per la ricetta di Sigrid la canzone che ho scelto è "C'est si bon" la versione di Louis Armstrong, una canzone francese di Yves Montand che l'americanissimo Louis Armstrong ha riadattato meravigliosamente..e che si addice sia come ritmo che come stile a questa ricetta un po' Old Style, provate ad ascoltarla mentre cucinate e poi ditemi...

Vi posto comunque una ricettina bellina bellina trovata sul libro che mi sono autoregalata per Natale "Regali Golosi" di Sigrid Verbert, alias cavoletto di Bruxelles (http://www.cavolettodibruxelles.it/ ) ricordo ancora quando iniziai ad appassionarmi alla cucina e, trafficando per internet, trovai questo sito.. ne rimasi subito conquistata, un po' per l'attenzione che dedica ai suoi post, un po' per la descrizione e per la storia che c'è nascosta dietro ad ognuno dei suoi piatti, insomma il cavoletto da allora è entrato nei miei preferiti e non ne è mai più uscito.

A Natale ho avuto la fortuna di trovare questo libro in promozione, è un libro molto carino, con tanti consigli su regali golosi da fare agli altri oppure a voi stessi..le ricette sono molte e raccolte con cura per argomento.

Insomma questo è un libretto che consiglierei a chiunque sia appassionato di cucina, ha un sapore un po' francese ( saranno mica le origini belga della nostra Sigrid?) con ottime ricette per tutte le occasioni.

Detto ciò...da Dicembre ancora non avevo sperimentato niente, apparte dei biscottini regalo che mi sono dimenticata di fotografare...e quindi mi sono decisa a provare questa cake ai mirtilli e yogurt, light, salutare ed adatta sia alla colazione sia alla merenda.






 La ricetta è molto semplice e non richiede ingredienti particolari..e come dice l'autrice: " volutamente moderata sul dolce e sul burro e, cosa folle, non meno buona".






Intanto vi posto qualche fotina del risultato finale, così magari vi invoglio a sperimentare!!






Ingredienti:
250 gr di yogurt magro
200 gr farina
100 gr zucchero
80 gr olio di oliva
2 uova
50 gr amido di frumento
2 tuorli
1 cucchiaino di estratto di vaniglia ( io utilizzo quello liquido che compro a Firenze)
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 pizzico di sale
125 gr di mirtilli freschi

Preparazione:
Iniziate sbattendo le uova con lo zucchero per un paio di minuti fino ad ottenere un composto bello spumoso.
Aggiungete, mentre continuate a sbattere, i tuorli, lo yogurt, l'estratto di vaniglia ed il sale.
Incorporate ora, con la spatolina, la farina, l'amido di frumento ed il lievito precedentemente mescolati e setacciati tra loro ed infine l'olio di oliva a filo.
Quando avrete ottenuto un impasto omogeneo e liscio incorporate i mirtilli e versate il composto in uno stampo da Plumcake rievestito di carta forno, riempiendolo per 3/4.
Infornate a 160°C per circa 50 minuti. Una volta pronto lasciate raffreddare e sfornate, io ho aggiunto come guarnizione per rendere il tutto più croccante delle nocciole tritate..et voilà, il light è servito!

giovedì 6 marzo 2014

La cena di Vefa

Oggi ci spostiamo in Grecia...
Per San Valentino ho ricevuto per regalo un libro che desideravo da anni: "La cucina di Vefa", o anche conosciuto come "La Bibbia della cucina greca".
In questo libro la nostra cuoca greca preferita Vefa Alexiadou ci espone tutte le basi della cucina greca, in modo semplice, chiaro e dettagliato.
Già appena l'ho visto mi sono immediatamente innamorata di questo libro edito da PHAIDON, bellissima la grafica, pieno di immagini, riporta i nomi originali delle ricette che propone, insomma ...perfetto!

A me fa venire in mente la Grecia in tutto il suo splendore.. il mare, i profumi, la cucina saporita e ricca di tradizione, gli odori, la storia.. insomma questa copertina mi ha stregato...ed ancor più quello che ho trovato al suo interno:
20 capitoli ( a dire il vero 21 se consideriamo anche quello dedicato alle varie regioni greche) ognuno dedicato ad una particolare categoria di piatti della cucina greca.

Troverete dalle Mezedes alle zuppe, dal pesce all'agnello, dai biscotti alle torte, tutto minuziosamente spiegato passo per passo...senza tralasciare niente!

Nell'introduzione del libro la nostra Vefa ci parla della cucina greca e delle sue tradizioni..e vi voglio riportare una parte delle sue parole:" Pur rimanendo strettamente legata al suo ristretto territorio ed alla presenza del mare, la madre della cucina mediterranea non cessa di evolversi. E' straordinario il modo in cui quelle che sono da sempre le caratteristiche della cucina greca, come l'unione di ingredienti semplici e genuini in preparazioni che ne valorizzano il sapore e l'aroma, siano rimaste le stesse...La tradizionale cucina greca continua a racchiudere uno stile di vita che trascende gli ingredienti, cuochi e origini storiche. La sua filosofia senza tempo è espressa con eloquenza da Nikos Kazantzakis nel romanzo Zorba il greco: finalmente capivo che anche quella di cibarsi è una funzione spirituale e che carne, pane, vino, sono le materie prime di cui è composta la mente"
 Che dire cara Vefa.. anche noi come te siamo perfettamente d'accordo con Nikos e abbiamo intenzione di provare quanto prima tutte le tue ricette!




Detto questo immaginate con quanta gioia mi sono approssimata alla mia prima cena interamente greca!
Ho optato per 2 portate, un piatto principale forte, che costituisse il pezzo grosso della serata, ed un antipasto, per iniziare e smorzare un po' la fame.




Come antipasto ho scelto di fare le "polpettine cretesi al formaggio " (Balakia me anthotiro) un piatto leggero, molto comuni sull'isola di Creta e che allieteranno tutti i tipi di palato.

Sono molto semplici da preparare e, volendo, si può preparare l'impasto e po friggerle via via..in modo da averne sempre calde.








Anche per questa ricetta ho scelto una colonna sonora adatta, ovvero "Zorba the greek" di John Murphy & David Hughes, dal film Lock & Stock, che consiglio vivamente a tutti!
Il motivo per cui ho scelto questa canzone credo che sia abbastanza ovvio..quindi non mi dilungherò oltre e vi lascio a questa meraviglia musicale, divertentissima!

 
Ingredienti:
500 gr di ricotta
2 uova
4 cucchiai di farina più farina per la spianatoia
4 cucchiai di menta fresca
4 cucchiai di prezzemolo tritato
sale e pepe q.b
olio di semi per friggere

Preparazione:
In una pirofila versate la ricotta e lavoratela bene con un cucchiaio, aggiungete le uova, la farina , la menta ed il prezzemolo,lavorando sempre con il cucchiaio fino ad amalgamare il tutto.
Se l'impasto risulta essere troppo morbido ed appiccicoso aggiungete della farina o della ricotta.
Scaldate l'olio in una padella  o nella friggitrice a 180/190 °C.
Con le dita prendete dell'impasto e formate delle palline con le mani, passatele nella farina e friggetele finchè non saranno ben dorate.
Scolatele e servitele ben calde...

Ma veniamo ora al piatto forte della serata...per questa occasione ho optato per un piatto forte e famosissimo della cucina greca: La Moussaka!
La Moussaka (μουσακάς) è forse il piatto più tipico e famoso della cucina greca, molto simile alle nostrane "melanzane alla parmigiana".
Io, nella mia definizione casalinga, la definisco una via di mezzo tra le melanzane alla parmigiana e le lasagne..e secondo me è la definizione più azzeccata.
Non mi ero mai cimentata in questa preparazione, per cui ho seguito la ricetta di Vefa passo passo, e devo dire che il risultato è stato ottimo.
Una teglia e mezzo è stata spolverata in un'unica cena!

 Purtroppo le foto non rendono bene l'idea degli strati interni ma vi assicuro che seguendo passo passo la ricetta non potrete sbagliare.

Inoltre, visto il lungo procedimento di preparazione, potrete preparare la moussaka in anticipo e congelarla, per toglierla dal congelatore solo nel momento in cui dovrete aggiungere l'ultimo strato ( quello con la salsa bianca, ovvero la besciamella).

La preparazione della Moussaka prevede un totale di 4 fasi:
1) preparazione della salsa bianca
2) preparazione del ragù di carne
3) frittura delle melanzane
4) agglomerazione

Prima di passare, quindi, alla ricetta vera e propria della Moussaka sarà necessario realizzare 750 ml di salsa bianca.

Ingredienti per 750 ml di Salsa bianca:
750 ml di latte intero
45 gr di burro
3 cucchiai di farina
noce moscata grattugiata q.b
sale e pepe q.b

Preparazione:
Versate il latte in un pentolino, portatelo ad ebollizione e toglietelo dal fuoco.
In un altro pentolino fate sciogliere il burro ed unite la farina, mescolando spesso. Dopo circa 1 minuto togliete dal fuoco ed aggiungete il latte caldo, mescolando continuamente finchè non si sarà sciolto tutto e non avrete ottenuto una salsa liscia.
Rimettete ora la salsa sul fuoco e fatela sobbollire per 15 minuti finchè non si addensa.
Toglietela dal fuoco ed aggiungete sale,pepe e noce moscata quanto basta.


Una volta pronta la vostra salsa bianca potrete procedere alla preparazione della Moussaka vera e propria con le fasi 2, 3 e 4.

Ingredienti:
2 kg di melanzane
120 ml di olio extravergine di oliva
1 cipolla tagliata fine
2 spicchi di aglio affettati
500 gr di manzo macinato
450 ml di passata di pomodoro
1 pizzico di peperoncino in polvere
1/2 cucchiaio di zucchero
sale e pepe q.b
1 albume sbattuto
5 cucchiai di prezzemolo tritato finemente
burro q.b per imburrare la teglia
5 cucchiai di pan grattato
100 gr di parmigiano
5 cucchiai di panna fresca
3 tuorli sbattuti
750 ml di salsa bianca

Preparazione:
Iniziate lavando le melanzane e tagliandole a fettine sottili.
Mettete le fette salate a spurgare in uno scolapasta per circa 1 ora e nel frattempo preparate il ragu:scaldate 60 ml di olio di oliva in una padella e fate soffriggere la cipolla e l'aglio finchè non si appassiscono, per circa 5 minuti a fuoco lento.
Aggiungete adesso la carne macinata ed alzate a fuoco medio e cuocete per 10 minuti finchè il macinato non cambia colore, mescolandolo continuamente e sgranandolo con un mestolo di legno.
Unite adesso il pomodoro, lo zucchero, il peperoncino in polvere il sale ed il pepe. Abbassate la fiamma e lasciate sobbollire per 15/20 minuti, finchè il liquido non sarà completamente evaporato.
Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare.
Adesso è arrivato il momento di sciacquare le melanzane, premetele per eliminare il liquido in eccesso e lasciate asciugare.
Scaldate adesso 60 ml di olio di oliva in padella, aggiungete le melanzane e rosolatele e fuoco medio per 6/8 minuti, girandole fino a che non saranno colorite al punto giusto.
Toglietele dalla padella e mettetele su della carta per fritti.
Adesso iniziate ad agglomerare la vostra Moussaka:
Preriscaldate il forno a 200°C ed imburrate una teglia abbastanza profonda, spolverizzandola con 2 cucchiai di pan grattato.
Coprite la base della teglia con metà fette di melanzane, sovrapponendole leggermente tra loro.
Aggiungete al composto di carne il prezzemolo e l'albume e mescolate finchè non si sarà ben amalgamato.
Versate la metà di questo composto sulla base di melanzane e spolverizzate con metà parmigiano e 2 cucchiai di pan grattato.
Coprite con le restanti fette di melanzane, distribuitevi il restante ragù, il resto del parmigiano ed altri sue cucchiai di pangrattato.
A questo punto amalgamate la salsa bianca con i tuorli e la panna e ricoprite con il composto ottenuto la vostra Moussaka..infornate per 50 minuti finchè non sarà ben dorata in superficie.
Estraete e lasciate riposare per 15 minuti prima di servire e KALI OREXI (buon appetito) !!!



venerdì 3 gennaio 2014

Natale culinario

Eccoci qua,
dopo una pausa lunga una vita sono di ritorno, ovviamente nel periodo delle feste natalizie, periodo di regali e sopratutto di dolcetti...che poi ovviamente si accumulano su fianchi, punto vita e cosce e siamo costrette a settimane intere di zumba e di aerobica per buttarli giù.. ma questo viene dopo il piacere delle feste natalizie, feste spensierate, felici, dove tutti siamo più buoni, tutti si ingrassa, tutti ci sediamo al tavolino a mangiare pistacchi e noci, e tutti riceviamo dei fantastici regali di Natale..

Ovviamente anche in questo post ecco la nostra colonna sonora... premetto che adoro le canzoni di Natale, tutte, da quelle classiche a quelle attualissime..mi piacciono per l'atmosfera che trasmettono e per i video che di solito sono magnifici.. mi piace perfino "Rudolph the red noised reindeer" ( adatta ai bambini al di sotto dei 3 anni).
Ma tra tutte queste canzoncine meravigliose ce n'è una che mi trovo sempre a canticchiare in questo periodo, che sento in tutti i negozi in cui entro, che vedo a tutti i saggi di danza, in tutte le pubblicità...ovunque!
Questo classico natalizio è "All I want for Christmas is you" di Mariah Carey...con cui vi delizio questo pomeriggio.

Questo post non è su nessuna ricetta, ma su 2 pacchi trovati sotto l'albero quest anno,  che mi sento di consigliare a tutti voi.
Il primo è un libro, secondo me uno dei migliori in circolazione per quanto riguarda la pasticceria.
Eccolo qua in tutto il suo splendore, nella sua copertina lucida e rosa che già a vederla fa venir voglia di Macaron.. lo volevo da qualche mese e da quando ce l'ho ogni tanto mi diverto a sfogliarlo per guardare le immagini delle ricette che prima o poi proverò..inesorabilmente, una dopo l'altra..


Anche l'interno devo dire che è realizzato in modo impeccabile,
ricchissimo di immagini e di foto "passo passo" che mostrano anche ai cuochi meno esperti come realizzare ogni ricetta.
Per non parlare poi della suddivisione in capitoli, che va dalle paste base alle creme, dagli elementi decorativi ai dolci dell'avvento, e dai dolci della tradizione ai francesissimi macarons... fantastico.

Christophe Felder inoltre ha la fama di essere uno tra i migliori pasticceri al mondo e non poteva far altro che regalarci questa "Bibbia"della pasticceria che un'aspirante cuochina non può non avere in casa.
Unica pecca del libro: dedica poco spazio alla storia delle sue ricette, passando subito alla pratica...ma è un errore da poco direi..
Insomma per me è stata la rivelazione in forma cartacea, dell' anno... bello esteticamente, realizzato alla perfezione, e ricette ben riuscite al primo tentativo..( presto le vedrete qui sul  blog), consiglio l'acquisto a tutte le appassionate.
L'altro regalo che mi sono trovata sotto l'albero è stato il Kenwood Prospero..erano anni che assillavo Samuele con questo attrezzucolo e finalmente ha pensato bene di regalarmelo..esistono diversi tipi di Kenwood, per tutte le tasche, tutti ottimi direi.
Quelli più professionali hanno, oltre ad una struttura più solida, la possibilità di attaccarci diversi attrezzi in più, ed adirrittura di cuocere e mantecare gli ingredienti.
Il Kenwood Prospero, modello più economico, è comunque fantastico, possiede ben 3 ganci impastatori, un frullatore, uno spremiagrumi, una centrifuga ed un tritacarne..

Io l'ho, ovviamente, già provato in tutte le salse, e devo dire che funziona veramente alla perfezione e ti permette di creare prelibatezze in cucina con più calma e con immensa gioia da parte mia che sono stata almeno un'ora a guardare il mio Kenwood mescolare l'impasto del pan di spagna.
Insomma per tutte coloro che avevano intenzione di acquistare un robot da cucina, o che erano insicure sul modello, o che non hanno molto tempo per cucinare, il kenwood facilita decisamente la vita e vi permette di poter fare, con una sola macchina, quello che prima facevate con 4 o 5.
Vi posto di seguito un video dimostrazione del Kenwood..Buona visione..