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martedì 5 aprile 2016

Challah...




Oggi voglio portarvi in viaggio in un luogo magico, in cui prima o poi vorrei recarmi anche fisicamente oltre che con il pensiero, oggi andiamo (virtualmente si intende ) a Gerusalemme.
Come ho già detto in altre occasioni io sono di religione ebraica, e così la mia famiglia. Nella tradizione ebraica, per quanto tutto ciò a molti sia totalmente sconosciuto, ci sono moltissime ricette ottime, ognuna con la sua storia da raccontare.
Alcune di esse si sono talmente tanto sparse tra la gente, da entrare a far parte della quotidianità altrui, come ad esempio i bagels, ormai considerati americani, ma in realtà originari della comunità ebraica.
Io da tempo ormai sentivo il desiderio, o il bisogno, di realizzare quel pane meraviglioso che ogni vera donna ebrea conosce perfettamente: la challah ( חַלָּה)






La challah, il tipico pane ebraico dello shabbat.  Nella tradizione ebraica ogni piatto ha la sua specifica tradizione e la challah non rappresenta l'eccezione.
Questo soffice pane, simile al francese pain brioche ricorda, in realtà, la manna che il signore mandò al suo popolo nel deserto mentre era in fuga dall'Egitto. Non potendo raccogliere manna durante lo shabbat, il Signore donava al popolo una doppia razione di manna il venerdì sera affinchè bastasse anche per il giorno successivo.


La vera challah non contiene nè burro nè latte, nel rispetto delle norme alimentari della religione.
La forma tipica della challah è la treccia, io ho realizzato le 4 forne classiche che si usano per questo pane e mi sono fatta aiutare dal canale youtube Rosso Rimmon ( https://www.youtube.com/channel/UCjRRBW5RFgiGSzTbgm0mH4g ) nel quale Chiara ci mostra sia come realizzare la challah che come intrecciarla nelle varie forme tradizionali.
Anche la forma intrecciata ha un valore particolare all'interno della religione ebraica e in questo caso le interpretazioni sono molteplici.
Secondo alcune interpretazioni la treccia rappresenterebbe unità, le molteciplità che vengono ad intrecciarsi nella nostra vita, secondo altre rappresenterebbe il patto che il Signore ha stretto con il popolo di Israele, altre ancora sostengono che la classica treccia a tre capi rappresenti, in realtà, i tre concetti che lo shabbat celebra: Creazione, liberazione dalla schiavitù e attesa dell'era messianica.
Il termine challah, al plurale si dice challot, viene dall'ebraico Chalal che significa "perforare" e fa, in effetti, riferimento non tanto alla treccia di pane, quanto al pezzo di impasto che si era soliti prelevare per offrirlo al Signore; " delle primizie della vostra pasta preleverete una challah come offerta".
Solitamente gli ebrei che preparano, il venerdì, le challot per lo shabbat, sono soliti benedire le trecce prima di infornarle, con la seguente benedizione: "Benedetto tu sia Signore, nostro D-o Re dell'universo, che ci hai santificato con questo comandamento, e ci hai comandato di separare la challah". 
Al termine della benedizione si preleva la challah e si brucia.
Secondo la tradizione la challah deve essere, inoltre, spezzata con le mani e mai tagliata con il coltello.




In giro per il web si trovano centinaia di ricette di challah, ognuna conwww.labna.it ) dove spesso trovo
il suo ripieno, ognuna con le sue storie.. io ho utilizzato quella che ho trovato sul blog Labna  (
ricette della tradizione ebraica da riprodurre.
Assai importante è diffidare delle ricette di challah in cui si fa utilizzo di latte o derivati: la challah si mangia solitamente di shabbat e durante lo shabbat si mangia carne, per cui, secondo le tradizioni ebraiche, non si deve utilizzare latte o derivati nella preparazione di questo pane.
Io e Giacomo ci siamo divertiti molto a realizzare questi pani tradizionali, ma sopratutto a intrecciarli nelle mille forme che si trovano su internet e che Chiara spiega nel suo video perfettamente. Ma veniamo adesso alla ricetta di queste  ottime Challot...
Con questa ricetta realizzerete circa 8 challot, armatevi di pazienza, la notte sarà lunga, ma vi garantisco un risultato che vi lascerà sbalorditi.
Io ho realizzato due tipi diversi di challah, quelle dolci in cui al posto dell'uvetta ho messo le gocce di cioccolato e quelle salate, appena colorate con semi di papaveri. Ovviamente potrete sbizzarrirvi come meglio credete nelle vostre challot, è un pane che si sposa alla perfezione con quasi tutto, ottimo sia a cena che a colazione.

Ingredienti:


6 bicchieri di acqua tiepida
2 bustine di lievito in polvere per pizza
1 bicchiere di zucchero
1 bicchiere di olio di semi di buona qualità
2 uova intere
2 cucchiai di sale
gocce di cioccolato q,b
2 kg di farina 00
1 tuorlo
semi di papavero o di sesamo per decorare





Ricetta:

In una pirofila mescolate il lievito nell' acqua tiepida e lasciate riposare qualche minuto, aggiungete poi lo zucchero e poi uno per volta lo zucchero, il sale,l'olio e le uova, mescolando.
Alla fine aggiungete la farina un po' per volta e sempre mescolando. Nella ricetta sono segnati 2 kg di farina, in realtà la quantità dipende da diversi fattori, io ne ho usata 1,7 kg. Comunque quando l'impasto diventa troppo duro iniziate a lavorarlo a mano e continuate ad aggiungere farina finchè non smetterà di appiccicarsi alle mani. L'impasto è molto elastico comunque.
A questo punto mettete l'impasto in una pirofila leggermente unta di olio e lasciate riposare per 1 ora e 30 minuti. Io metto sempre l'impasto a lievitare nel forno a forno spento, in modo da rimanere ad una temperatura abbastanza calda da aiutare la lievitazione. L'impasto dovrà raddoppiare il suo volume. Passato il tempo di riposo tirate fuori la pasta lievitata, dividete l'impasto in 8 o meno palline, dividete ogni pallina a seconda della treccia che volete realizzare e iniziate ad intrecciare. Se volete aggiungere qualcosa nell'impasto questo è il momento di farlo, altrimenti spennellate con il tuorlo d'uovo, aggiungete qualche goccia di cioccolato o qualche semino sul corpo della challah e lasciate di nuovo riposare per 30 minuti.
Passata la seconda lievitatura è giunto il momento di infornare: infornate a forno statico a 180° per 20/ 25 minuti o comunque finchè la superficie non risulta dorata.
Adesso che avete pronte le vostre challot non vi sentite un po' più arricchiti di tradizione? 


Per questa ricetta della tradizione ebraica ho pensato di mettere il video del bellissimo film francese sulla shoa " train de vie", film che consiglio vivamente a tutti coloro che vogliono vedere un film sulla shoa un po' diverso dal solito.
Nella scena che vi ho messo il treno che trasporta un intero villaggio di ebrei si incontra/scontra con quello che trasporta un intero gruppo di zingari, e assistiamo ad uno scontro musicale montato sulle note di Goran Bregovic!







giovedì 31 marzo 2016

C is for Cookie

Benché io sia ebrea, mi piace sempre godermi le festività, a qualsiasi tradizione esse appartengano.
Per cui oggi vi parlerò delle decorazioni di Pasqua e dei meravigliosi Cookies agli smarties che abbiamo realizzato per le feste.
Come decorazione quest'anno abbiamo deciso di andare sul classico e decorare le uova dipingendole, cercando su Pinterest si possono trovare un sacco di idee per la decorazione, ma noi ci siamo buttati abbastanza sul classico.
Centrotavola pasquale
Uovo di struzzo decorata 
 Nella tradizione cristiana le uova sono un simbolo di fertilità e di rinascita e, in ambito pasquale, rappresentano il sepolcro vuoto di Gesù dopo la sua resurrezione; tradizionalmente le uova venivano decorate con il colore rosso a rappresentare il sangue del sacrificio di  Cristo.
La decorazione delle uova è una pratica molto antica, si pensi che sono state ritrovate uova di struzzo decorate risalenti a 60.000 anni fa; la tradizione di decorare le uova venne ripresa poi dalle civiltà di Egitto e Mesopotamia fino ad arrivare da noi oggi.
Io ho utilizzato la tecnica di decorazione classica, che potrete usare anche con i vostri bambini, che mi insegnò a suo tempo la mia maestra elementare Paola.
Effettuate un forellino, con uno spillo o con un coltello ben appuntito, su entrambe le estremità delle vostre uova. Uno dei due fori deve, però, essere più grande in modo da consentire al liquido di fuoriuscire facilmente senza che l'uovo si rompa.
Per colorare le uova ci sono diverse tecniche, si possono dipingere con i coloranti alimentari, lasciandole per una notte nell' acqua colorata; si possono utilizzare, come nel mio caso, le tempere, oppure si possono colorare con coloranti naturali come cipolle, zafferano etc...
coloranti naturali per le uova
La foto che vi ho messo qui accanto spiega come ottenere alcuni dei colori fondamentali in modo semplice e naturale. Il blog sul quale l'ho trovata spiega ancora più dettagliatamente le infinite possibilità dei coloranti naturali, e la giusta tecnica per ottenere colori brillanti e omogenei, purtroppo il blog è in inglese e per chi fosse interessato a dare un'occhiata vi metto di seguito il link (http://emilyweaverbrownphoto.com/blog/?p=2359).
Il mio risultato finale non è stato magnifico come quelli che si trovano su internet ma sono rimasta comunque soddisfatta..del resto era la (quasi) prima volta!                
le mie misere uova pasquali



Chiaramente trionfano le tonalità pastello e le tematiche pasquali, quindi libero sfogo a coniglietti, pulcini, rondini e fiorellini. Su internet si trovano migliaia di idee in merito quindi potrete sbizzarrirvi, da soli o con i vostri bambini.
 Io ho utilizzato, e dipinto, anche il contenitore delle uova con il quale ho realizzato un centro tavola, decorandolo con pulcini colorati           (acquistati da TIGER http://www.tiger-stores.it/).







Ma passiamo adesso alla ricetta pasquale che vi voglio postare questa volta... abbiamo scelto una ricetta semplice, da fare anche tutti insieme, e allo stesso tempo colorata e, ovviamente, buonissima: I cookies, ma non quelli normali al cioccolato, bensì i cookies con gli smarties.
Come cookie monster qui accanto, anch'io sono una fanatica dei cookies, al cioccolato, al burro di arachidi, alla frutta, alle noci pecan...qualsiasi ricetta mi fa venire l'acquolina in bocca. 
In realtà il termine "cookie" viene utilizzato solamente in Canada e negli USA, negli altri paesi anglosassoni sono conosciuti come "biscuit". Il termine cookie utilizzato in America deriva dall'olandese "koekje"che significa "piccola torta" e che arrivò in america attorno al 1600.
I primi cookies comparvero attorno al settimo secolo d.C. in Persia, giunsero in Europa attraverso la conquista della Spagna da parte dei musulmani, e già nel quattordicesimo secolo si trovarono ad essere comuni all'interno della società europea, sia nei ceti più alti che in quelli più bassi. 

I cookies, che abbiamo cucinato insieme con Giacomo la sera prima di Pasqua, sono facilissimi e buonissimi da mangiare, per cui potrete farne quantità industriali e mangiarne a volontà canticchiando la canzoncina del Cookie Monster " C is for Cookie".
Passiamo adesso alla ricetta: gli  SMARTIES' COOKIES  che abbiamo preparato sono tratti dal libro, già più volte citato, "Hamburger Gourmet". Nella ricetta originale venivano utilizzati gli MnM's,  tuttavia qua in Italia è molto più semplice trovare gli smarties nei supermercati e il risultato è più o meno lo stesso.
La ricetta è per circa 15 cookies di grandi dimensioni.

Ingredienti:




70 gr di burro
85 gr di zucchero di canna grezzo
45 gr di zucchero
1 pizzico di sale
1 uovo
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
140 gr di farina tipo 0
1 pizzico di bicarbonato
140 gr di Smarties





Preparazione:
Preriscaldate il forno a 175° e iniziate a lavorare il burro con i due diversi tipi di zucchero, aggiungete il pizzico di sale.
Aggiungete all'impasto l'uovo intero e l'estratto di vaniglia ( se non riuscite a trovarlo va bene anche la vanillina) e montate fino a ottenere una crema omogenea.
Aggiungete la farina e il bicarbonato e mescolate con delicatezza; infine quando l'impasto sarà bello omogeneo aggiungete gli smarties e mescolate per amalgamarli bene.
 Come avrete visto la preparazione dell'impasto è una passeggiata e fino a qui il lavoro può essere fatto anche dai bambini... adesso arriva la parte più difficile: la cottura.
Aiutandovi con un cucchiaio formate delle palline di impasto e ponetele sulla teglia del forno rivestita con carta forno. Badate bene di metterle ben distanziate le une dalle altre se non volete ottenere un unico biscottone. Infornate a forno statico e fate cuocere per circa 15 minuti, o comunque finchè i bordi non iniziano a scurirsi.
Ricordatevi che non dobbiamo mai togliere i biscotti dal forno quando ci sembrano pronti perchè la cottura continua anche fuori, quindi toglieteli quando vi sembrano ancora morbidi al tatto e crudini, vedrete che appena raffreddati saranno perfetti.




Come canzone per questo post ho scelto "Candyman" di Christina Aguilera perché tutte le volte che la sento mi fa venire voglia di mangiare... proprio come i bisccottoni qua sopra!





venerdì 21 febbraio 2014

Valentine's day cake

Quest anno per San Valentino la mia amica Agnese mi aveva chiesto una tortina per due persone da condividere con il suo fidanzato durante la cena.
I requisiti che doveva avere erano: essere piena di cuori, essere cioccolatosa ed avere sopra due orsacchiotti, un maschio ed una femmina!
Per la torta ho realizzato una (ormai cavallo di battaglia) Victoria Sponge cake, l'ho riempita con una crema pasticcera al cioccolato e ricoperta con crema ganache anzichè crema al burro.


Per quanto riguarda i topper ho realizzato due classici orsacchiotti, uno con un fiocco sulla testa, la femmina, ed uno con la cravatta, il maschietto.
Ho poi ricoperto la torta con della pasta di zucchero bianca e la ho letteralmente tappezzata con cuori di varie dimensioni ma rigorosamente rossi.
 Insomma devo dire che il risultato finale è stato soddisfacente..e a sentire i festeggiati la torta era anche buona...
Adesso non mi rimane altro da fare che aspettare il prossimo San Valentino per realizzarne una nuova (magari questa volta con degli orsi polari).

Anche per questa torta non poteva mancare la colonna sonora, la più classica, la più amata, la più conosciuta "All you need is love" dei Beatles..intramontabile!




martedì 21 gennaio 2014

Whoopie pie per una cenetta d'inverno

Avendo invitato un'amica a cena avevo pensato di fare dei dolcetti anzichè la solita torta gigante..anche perchè siamo tutti a dieta perenne (eh si..)!
Ecco quindi che, girucchiando qua e là per il web ho scoperto questi famosissimi whoopie pie dall'aspetto davvero delizioso!
Gli Whoopies sono dei dolcetti americani, che possono essere considerati sia come biscotti che come due mini-tortine assemblate tra loro grazie ad una crema marshmallow o ad un semplice frosting.
Si narra che la ricetta degli whoopies sia nata all'interno della comunità Amish americana ( più precisamente della Pennsylvania) , dove sono conosciuti anche con il nome di "gobs".

Gli Amish sono una comunità religiosa nata in Svizzera nel 1500 e stabilitasi negli USA intorno al 1700.
Gli amish vivono all'interno di una società robusta, basata su forti legami familiari e su una forte identità religiosa.
La comunità basa il suo stile di vita sull'ordine di Ordnung, discendente da concetti ricavati dalla Bibbia.

 I giovani amish crescono come artigiani e contadini delle campagne, e tengono lontane le loro tradizioni dalle eventuali civilizzazioni.
Nella comunità non esistono nè automobili nè elettricità perchè il compito di un amish è quello di vivere il più semplicemente possibile con la sua famiglia.
Anche il loro abbigliamento è assai fuori dal tempo, le donne portano lunghi vestiti e cuffiette e gli uomini cappelli e barba molto lunga.
 Insomma, questo è l'ambiente in cui si dice siano nati i nostri dolcetti, affascinante no?
Ma torniamo ai whoopies..al giorno d'oggi sono tra i dolcetti più amati del Maine, dove si ha l'usanza di prepararli in dimensioni enormi, sopratutto durante il festival a loro dedicato.
 E' stato creato addirittura un sito web dedicato alla celebrazione di cui vi lascio con piacere il link di seguito (http://mainewhoopiepiefestival.com/) in cui potrete trovare di tutto, dalle competizioni al whoopie pie più grande del mondo, alle serate con musica, alle varie pasticcerie partecipanti, insomma se avete in progetto un viaggetto nel Maine...pensateci!
Di solito si è soliti bere un bel bicchierone di latte dopo aver degustato una di queste delizie cioccolatose.
La leggenda Amish vuole che il nome "Whoopie" venga dall'esclamazione dei bambini che, rientrando in casa e trovando questi dolcetti appena sfornati, non potevano trattenersi dal gridare un "WHOOPIE" di gioia.



Io ne ho preparato un vassoio in versione non gigante, e devo dire che sono  veramente buonissimi, l'amarognolo della torta al cioccolato si sposa perfettamente con il frosting all'interno, ed i dolcetti sono stati spolverati in meno di 2 giorni.
La preparazione è breve e semplice, necessita di una sac à poche per essere perfetta, ma a livello di gusto  verranno buonissimi anche se realizzati con un semplice cucchiaio.
Veniamo quindi alla ricetta che ho gentilmente preso in prestito dal sito "Joy of baking" convertendone le dosi in quelle italiane.

Anche per questa ricetta ho scelto una canzone... non chiedetemi perchè...ma oggi sono lanciatissima nel musical Sister Act.. e la canzone che secondo me rispecchia l'anima antica di questi dolcetti che si sono oggi trasformati in divertentissimi tortini cioccolatosi è "I will follow him" da Sister Act.
E poi dai...Whoopi Goldberg...come non notare l'assonanza...


Ingredienti (per una ventina di whoopies):
340 gr di burro a temperatura ambiente
300 gr di zucchero
2 uova
2 cucchiai di estratto alla vaniglia ( o 2 bustine di vanillina)
460 gr di farina
150 gr di cacao amaro
1 pizzico di sale
2 cucchiaini di lievito
60 ml di yougurt bianco
60 ml di latte
240 ml di caffè solubile allungato con acqua ( per ottenere l'effetto del caffè americano)
 Per il filling:
 200 gr formaggio cremoso
100 gr di burro
2 cucchiai di estratto alla vaniglia
340 gr di zucchero a velo




Preparazione:
Come in tutte le ricette americane si mescolano a parte gli ingredienti liquidi, poi quelli solidi ed infine la parte grassa.
Iniziate quindi mescolando la farina con il cacao, il lievito ed il pizzico di sale.
In un bicchiere versate il latte, lo yougurt ed il caffè, mescolando il tutto.
In un terzo recipiente, o direttamente nella planetaria lavorate il burro con lo zucchero fino ad ottenere un composto cremoso, a questo punto aggiungete le uova e la vaniglia, sempre continuando a mescolare; una volta ottenuto un bel composto omogeneo, sempre continuando a mescolare, aggiungete alternativamente il composto liquido (latte, yougurt e caffè) e quello solido ( farina, cacao e lievito)  a quello grasso, otterrete così una consistenza abbastanza cremosa ma al tempo stesso consistente.

Inserite il composto in una sac a poche ed iniziate a creare delle cupolette di composto su una teglia, coperta con carta forno.
La forma delle cupolette deve essere abbastanza grande, almeno 4 cm di diametro, ed abbastanza alta, tuttavia dovete ricordarvi di non mettere i vostri whoopie uno appiccicato all'altro, altrimenti in cottura si fonderanno ed otterrete un unico gigantesco whoopie pie.
Detto questo, infornate a 190° per 10 minuti, quando andrete a toglierli vedrete che saranno ancora morbidi, ma poi si seccheranno una volta tolti dal forno acquisendo la tradizionale morbidezza whoopie.
Ora preparate il filling al philadelphia, lavorate il Philadelphia ( o altro formaggio cremoso simile)  con il burro, aggiungete l'estratto alla vaniglia e lo zucchero a velo, sempre mescolando.
Lavorate finchè non otterrete una crema abbastanza densa, mettete in frigo per circa mezz'ora ed, alla fine, farcite i vostri whoopies e tenete al fresco fino al momento di gustarli, al primo assaggio non potrete fare a meno di gridare "WHOOPIE!"

lunedì 11 novembre 2013

It's Halloween!!!

Ciao a tutti,
dopo un po' di attesa sono tornata con tante belle ricettine per tutti..
Halloween è una festa che mi piace tantissimo ( come tutte le feste del resto),mi piace decorare la casa, preparare cose mostruose e travestirmi con cura cercando di spendere il meno possibile per i costumi.
Anche quest'anno mi sono decisamente sbizzarrita..tra biscotti, addobbi faidate e costumi..devo dire che sono riuscita nel mio intento: Halloweenizzare l'intera famiglia!
Io avevo optato per un costume superinflazionato, ma che non avevo ancora sfruttato per halloween: la strega dell'ovest del mago di Oz. Per il trucco ho ricreato quello proposto da Pixiwoo (http://www.youtube.com/user/pixiwoo)qualche settimana prima di Halloween. Pixiwoo sono due sorelle,   makeup artist inglesi, veramente bravissime nel campo del Make up.
 Se volete fatevi un giro sul loro canale youtube, troverete tantissime cose carine per ogni evenienza.



Per Samuele avevo optato per un look Ade (della disney) ricreato con un tonacone nero da me realizzato e cerone azzurrognolo, purtroppo nella foto in bianco e nero l'immagine non rende.
Questo è il risultato!

Per quanto riguarda le decorazioni casalinghe, mi  sono davvero sbizzarrita con ragnatele, scritte, occhi, zucche, ragni e topi... e diciamo che mi sono abbastanza contenuta ... :)
Vi metto qualche foto giusto per farvi un'idea prima di passare alle ricette...


Di fronte alla porta di ingresso ho realizzato con del cartoncino nero la scritta " Trick or Treat" (dolcetto o scherzetto) e la sagoama di un pipistrello; poi, in giro per tutta la casa, ho sparso ragnatele e piccoli

inquietanti ragnetti!

Alla fine ho halloweenizzato anche la cucina, demonizzando il frigorifero con occhi e bocca, mettendo qualche pipistrello in qua ed in là accompagnato da BOO vari e da facce inquietanti.


Le cose da fare sarebbero state moltissime e di idee ne avevo trovate a bizzeffe sul sito di Martha Stewart...ma del resto mi sembra di aver comunque fatto un bel lavoretto...















Anche in questo post non posso lasciarvi senza l'immancabile colonna sonora... " Questo è Halloween" dal capolavoro di Tim Burton " Nightmare before Christmas"... ambientato appunto nella città di Halloween dove Jack è il capo delle zucche!!
Per tutti coloro che ancora non avessero visto questa meraviglia ne consiglio vivamente la visione al più presto.

Per quanto riguarda il cibo halloweenesco mi sono dilettata nella realizzazione di alcuni biscottini al cioccolato di Martha Stewart , realizzati a forma di fantasmino e di zucca e poi glassati con glassa colorata.

Sono veramente buonissimi, con la giusta proporzione di cioccolato... e, se avete dei bambini, ne rimarranno sicuramente estasiati! 
Io  ho realizzato la pasta  la sera prima, in modo che avesse il tempo di freddarsi nel frigo e poi li ho preparati il giorno successivo.




La ricetta è semplicissima e veloce da realizzare..perfetta se avete bisogno di un dolcetto dell'ultimo minuto, inoltre, cambiando le formine, potrete realizzare questi biscotti per qualsiasi festa vogliate.




 Per stuzzichino, ho poi realizzato, insieme alla mia amica Irene delle uova nido di ragno, con pochissimi ngredienti e davvero carine, per rendere la tavola ancora più mostruosa.



 Ingredienti Uova nido di ragno:
6 uova
capperi
olive nere senza nocciolo
colorante in gel verde
acciughe ( facoltative)
maionese q.b.

Preparazione:
Iniziate assodando le uova in acqua bollente.
Una volta sode, passatele sotto acqua fredda e lasciatele a raffreddare.
Intanto iniziate a tagliare le olive a metà, tenete conto che con 6 uova intere realizzerete 12 nidi, e vi serviranno quindi 6 olive intere per realizzare il corpo dei ragnetti.
Poi tagliatene altre a metà altre 12 e da ogni metà ricavate 3 zampette per i vostri ragnetti.
Quando le uova saranno completamente raffreddate, sbucciatele, tagliatele a metà e togliete i tuorli, mettendoli all'interno di un frullatore.
Aggiungete della maionese, q.b, dei capperi e delle acciughe e frullate il tutto, finchè non avrete ottenuto un impasto cremoso.
Aggiungete il colorante verde, mescolate ed iniziate a preparare i vostri nidi: nelle uova mettete, al posto del tuorlo, un po' di impasto appena ottenuto, posizionatevi sopra una mezza oliva e completate con le zampette..ecco a voi il nido di ragno.



Ingredienti Cookies al cioccolato:

1 e 1/2 cup di farina
3/4 cup di cacao amaro in polvere
1/2 teaspoon sale
170 gr burro ammorbidito a temperatura ambiente
1 cup zucchero
1 uovo

Per la glassa :

2 cup zucchero a velo
2 e 1/2 tablespoon di polvere di meringhe
1/4 cup acqua
coloranti alimentari in gel

Preparazione:

Preriscaldate il forno a 180°.
In una ciotola mescolate la farina, il cacao ed il sale, in un'altra il burro e lo zucchero, finchè non raggiungeranno una consistenza cremosa e morbida.
Aggiungete all'impasto di burro e zucchero l'uovo e mescolate piano, infine aggiungete la farina con il cacao ed il sale, piano piano, continuando a mescolare, ed eventualmente, aiutandovi con le mani.
Dividete il composto ottenuto in 2 parti e formate 2 dischi di circa 7/8 cm , avvolgeteli nella plastica e metteteli in frigo per almeno 1 giorno.
Il giorno successivo, su un piano infarinato, stendete un disco di composto fino ad uno spessore di 1/2 cm,
Se il composto si scalda troppo mettetelo per qualche minuto nel  freezer e poi riprendete la lavorazione.
Passate i cutter nella farina e ritagliate i biscotti delle formine che più desiderate.
Cuocete per circa 10/ 12 minuti in forno, togliendoli quando la superficie risulterà secca, ma il biscotto ancora leggermente morbido. ( non togliete i biscotti quando sono completamente induriti, altrimenti perderanno la loro friabilità e diventeranno durissimi)
Mettete i vostri biscottini a  raffreddare e, una volta freddi, preparate la glassa.
Mescolate in una pirofila, con le fruste elettriche, lo zucchero a velo, la polvere di meringhe ( che avrete realizzato tritando le meringhe fino ad ottenere una farina) e l'acqua, mescolate per 7/8 minuti, aggiungete il colorante alimentare e mescolate finchè non si sarà amalgamato bene.
Coprite i vostri biscotti con la glassa e lasciateli raffreddare.
Una volta seccato il primo strato di glassa, realizzate gli occhietti ed i vostri cookies sono pronti per essere mangiati!

lunedì 2 settembre 2013

It's tea time!! Victoria sponge cake...

It's tea time.. dicono gli inglesi!
 Per gli inglesi l'ora del tè è una vera e propria fissazione, alle 5, volenti o nolenti, si staccano da quello che stanno facendo e si concedono una bella tazza di tè..

In Inghilterra troviamo vastissimi assortimenti di cibarie da tè, dai sandwich con i cetrioli ed il burro ai più svariati tipi di torta;
 ma la più comune e probabilmente anche la più antica e tradizionale rimane la Victoria Sponge Cake.

La Victoria Sponge è, in realtà, una torta inglese molto versatile, paragonabile al nostro pan di spagna o al francese quatre quarts!
 







Possiamo farcirla nel modo che più preferiamo..con ganache, con marmellata, con crema, con panna, con frutta fresca...abbiamo l'imbarazzo della scelta



Anche qui vi lascio una bella colonna sonora con cui deliziarvi mentre addentate la vostra Victoria Sponge... la canzone è tratta dal film Marie Antoniette e s'intitola "I want candy"... anche nel film la nostra amatissima Maria Antonietta si strafoga di dolci dall'aspetto gustosissimo e quindi perchè non farlo anche noi???



Si narra che la regina Vittoria fosse solita mangiarne qualche fetta durante l'ora del tè..e che ne fosse molto golosa! (quella ghiottona)
Qui ho messo un ritratto della nostra regina Vittoria nel fiore degli anni... 
                                                                                               
Queen Victoria
                                                                             
Ormai, quindi, ci siamo talmente abituati a sentir parlare dell'ora del tè che ci sembra quasi un'usanza nostra.. Ne abbiamo sentito parlare in molti romanzi, lo abbiamo visto in numerosi film inglesi e, chi ha già visitato l'Inghilterra, ha avuto modo di constatare quanto radicata questa usanza sia...
 Persino Lewis Carrol, lo scrittore di "Alice in Wonderland" dedica il capitolo VII a questa magnifica usanza intitolandolo "Il tè dei matti"

"Apparecchiato sotto un albero davanti alla casa, c'era un tavolo dove il Leprotto Marzolino e il Cappellaio prendevano il tè; seduto in mezzo a loro, c'era un Ghiro che dormiva della grossa, mentre quei due lo usavano come cuscino per appoggiarci sopra i gomiti e conversavano al di sopra della sua testa. "Il Ghiro non sta certo comodo" pensò Alice, "ma dal momento che dorme, forse non gliene importa niente".
Il tavolo era piuttosto grande, ma i tre se ne stavano tutti addossati in un angolo. "Non c'è posto! Non c'è posto!" gridarono appena videro Alice farsi avanti. "Ci sono un sacco di posti!" replicò Alice indignata, e si accomodò su un'ampia poltrona a capotavola.
"Vuoi un po' di vino?" le disse il Leprotto Marzolino con tono suasivo.
Alice diede uno sguardo al tavolo, ma c'era solo tè. "Non vedo il vino" disse.
"Non ce n'è" rispose il Leprotto Marzolino.
"E allora non mi sembra tanto educato offrirlo" replicò Alice con stizza.
"Non mi sembra tanto educato sedersi senza essere invitati" ribatté il Leprotto Marzolino.
"Non sapevo che fosse il vostro tavolo" spiegò Alice. "È apparecchiato per molto più di tre persone."
                                                                             
Anche Walt Disney dedica un briciolo di attenzione a questo anglosassone  passatempo.


Insomma la Victoria Sponge Cake è un dolce che sa di tradizione, che sa di Inglese e, sopratutto, sa di buono, quindi vi lascio con la ricetta!

Ingredienti:
200 gr zucchero
200 gr di burro
200 gr di farina autolievitante
4 uova intere
1 bustina di vanillina
1 vasetto di marmellata ai frutti di bosco
2 vasetti di panna da montare già zuccherata
frutti di bosco freschi
100 gr di fragole



Preparazione:
In una pirofila mescolate 200 gr di zucchero con 200 gr di burro ed 1 bustina di vanillina.
Aggiungete le uova 1 per 1 ed infine la farina e mescolate bene, fino a togliere tutti i grumi.
Imburrate una teglia di 20 cm di diametro e versatevi il composto.
Scaldate il forno a 180° ed infornate per 40 minuti.
Una volta pronta lasciatela raffreddare, tagliate la vostra torta a metà e farcitela con marmellata e frutti di bosco freschi e fragole tagliate a fettine.
Montate la panna montata a neve e mettetene un po' all'interno della vostra torta.
Con la restante parte di panna montata coprite la torta e guarnite con le restanti fragole e altri frutti di bosco!
Mettete la torta in frigo per almeno 1 ora e gustatela, ovviamente, all'ora del the!

Peppa pig mania...

Scusate per la lunga assenza... in questi mesi estivi sono stata talmente impegnata che non ho mai avuto un attimo per scrivere qua sul blog..ma ho comunque avuto il tempo per preparare qualche manicaretto e scattare qualche foto da aggiungere al blog!
A Luglio ho dovuto realizzare 2 torte di compleanno da bambini: una per Luna ( 6 anni ), figlia della mia amica Irene, ed una per Emma ( 3 anni ) nipote di Manuela, un'amica di famiglia.
2 festeggiate stesso tema: PEPPA PIG!
Per chi, come me, non sapesse cos'è..beh...peppa pig è un cartone che narra le vicende quotidiane di una allegra famigliola di maiali.
E' molto educativo e tutti i bambini, e quando dico tutti intendo proprio TUTTI, la adorano!
Devo dire che effettivamente è piaciuta anche a me..
Vi posto qui di seguito la meravigliosa sigla..che sono sicura vi invoglierà a guardare almeno una puntatina!

Insomma..senza sapere cosa fosse Peppa pig mi sono trovata a dover fare 2 torte a piani con la simpatica maialina come tema centrale...
Mi sono armata di pazienza ed alla fine sono riuscita  a fare felici le 2 bimbe... vi posto un po' di foto così potete farvi un'idea delle 2 torte al completo.
In entrambe le torte ho messo una farcia al mascarpone e nutella ed una bagna a base di latte e neskuik.
Ho decorato la torta con i personaggi in pdz e in entrambe le torte ho messo marshmallow e liquirizie come decorazioni per renderle ancora più adatte ai bambini.

Questa è la torta per Emma...totalmente in rosa con fiorellini e marshmallow sparsi qua e là e l'intera famiglia di peppa come topper con arcobaleno, sole e luna annessi...

Torta per Emma 
Torta per Emma dettaglio famigliola
torta per Emma dettaglio sole
Torta per Emma dettaglio luna
Torta per Luna





Il risultato finale sonon state 2 torte di circa 7,5 kg ciascuna...ottimo risultato direi...
Unica pecca: d'estate lavorare la pasta di zucchero è veruamente una fatica tremenda...ed è neccessario armarsi di tantissima pazienza...ma alla fine il gioco vale la candela!|








Questa è la bimba che soffia le candeline durante la festa.. potete vedere quali erano le dimensioni reali della torta!
Torta per Luna