Quest anno per San Valentino la mia amica Agnese mi aveva chiesto una tortina per due persone da condividere con il suo fidanzato durante la cena.
I requisiti che doveva avere erano: essere piena di cuori, essere cioccolatosa ed avere sopra due orsacchiotti, un maschio ed una femmina!
Per la torta ho realizzato una (ormai cavallo di battaglia) Victoria Sponge cake, l'ho riempita con una crema pasticcera al cioccolato e ricoperta con crema ganache anzichè crema al burro.
Per quanto riguarda i topper ho realizzato due classici orsacchiotti, uno con un fiocco sulla testa, la femmina, ed uno con la cravatta, il maschietto.
Ho poi ricoperto la torta con della pasta di zucchero bianca e la ho letteralmente tappezzata con cuori di varie dimensioni ma rigorosamente rossi.
Insomma devo dire che il risultato finale è stato soddisfacente..e a sentire i festeggiati la torta era anche buona...
Adesso non mi rimane altro da fare che aspettare il prossimo San Valentino per realizzarne una nuova (magari questa volta con degli orsi polari).
Anche per questa torta non poteva mancare la colonna sonora, la più classica, la più amata, la più conosciuta "All you need is love" dei Beatles..intramontabile!
Anche questa ricetta molto USA è tratta dalla raccolta di "Disney Dolci & Magie" da cui, devo dire, sto prendendo grandi spunti ultimamente..
La ricetta originale prevedeva in realtà l'utilizzo delle noci pecan ma io ho usato le noci normali perchè i nostri supermercati pistoiesi non sono così forniti.
Nel fascicoletto Disney questa ricetta è dedicata al dolcissimo Ih-Oh, l'asinello di Winnie the pooh, quello con gli occhioni dolci dolci!
Comunque questa ricetta è di assai semplice realizzazione, si può realizzare in poco tempo e delizierà i palati di grandi e piccini...lo sciroppo d'acero si sposa perfettamente con il sapore delle noci creando un'armonia di sapori un po' country..
Lo sciroppo d'acero, per chi non lo sapesse, è un liquido che si ottiene bollendo la linfa dell'acero da zucchero e dell'acero nero.
Nonostante il suo sapore simile al miele, lo sciroppo d'acero viene considerato uno dei dolcificanti meno calorici con alto contenuto di sali minerali.
Oggi viene per la maggior parte prodotto dal Canada e dagli Stati Uniti, in commercio ne esistono centinaia di tipi, e si trova tranquillamente anche nei supermercati meno forniti, io ho utilizzato il "Camp" (100% autentico)
E questo è stato il risultato finale...
Anche se sono durati ben poco,visto che al mattino dopo non ce n'erano già più!
Questi biscottini sono perfetti sia per la merenda che per la colazione, croccanti e tradizionali...
Per questa ricetta dal sapore country vi metto una canzone che personalmente adoro "It ain't me" di Johnny Cash e June Carter... ovvero l'amore fatto persona (anzi coppia).
Ebbene questi due si sono amati ed hanno vissuto per sempre felici e contenti cantando country per il paese! (anche se prima della fiaba c'è stata una buona dose di sfiga).
Se non vi è ancora capitato tra le mani,guardatevi il bellissimo film con Joaquin Phoenix e Reese Witherspoon "Walk the line" che racconta la vita di Cash dall'inizio della sua carriera alla fine! Bellissimo!
Comunque trovo che questa canzone sia carinissima e adatta a questi rustici biscottoni americani!
Ma passiamo ora alla ricetta dei cookies..
Ingredienti:
175 gr di farina autolievitante
100 gr di burro a dadini
75 gr di zucchero di canna grezzo
50 gr di noci (pecan o non pecan) tritate
4 cucchiai di sciroppo d'acero
1 uovo
Preparazione:
Preriscaldate il forno a 180°C e coprite una teglia da forno con della carta da forno.
Nel frattempo setacciate in una terrina la farina aggiungendovi poi il burro a dadini.
Con le dita amalgamatelo finchè non risulterà un composto sabbioso e granuloso ( questo processo serve per isolare con una sostanza grassa la farina). Incorporate ora lo zucchero di canna e le noci tritate.
In un'altra terrina versate lo sciroppo d'acero ed aggiungete l'uovo ( a questo punto io ho utilizzato la planetaria) .
Sbattete insieme e versate il composto nella preparazione precedente ed amalgamate bene tutti gli ingredienti.
Con l'impasto ottenuto formate delle palline ( aiutandovi con un cucchiaino) e ponetele nella teglia.
Ricordatevi di distanziarli bene gli uni dagli altri in modo che durante la cottura non si uniscano tra loro.
Cuocete i cookies per 15 minuti circa finchè non risulteranno di colore ambrato, una volta cotti trasferiteli su una gratella e lasciateli raffreddare completamente.
Buon appetito!
Da almeno 1 mesetto circa ho iniziato a collezionare le uscite di "Disney dolci & magie", edito da Eaglemoss collections e Fabbri, che ogni settimana mi delizia con qualche attrezzo da cake design e con un giornaletto ricco di ricette golose...per chi fosse interessato vi posto il link alla loro pagina ( http://www.eaglemoss.it/disneydolci/)
Sul secondo numero ho trovato la ricetta di questi coconut ice..che qui vengono chiamati "Cubetti al cocco di Rosetta" dove con Rosetta si riferiscono alla simpatica fatina di "Tinkerbell" ovvero di Trilli..
Insomma...da subito sono stata attirata da questi dolcetti a base di cocco e latte condensato di colore rosa chicco..talmente invogliata che mi sono andata a documentare sulla loro storia prima di mettermi all'opera!
Allora i coconut ice pare siano nati nell'Inghillterra dell'immediato dopoguerra, quando lo zucchero si trovava di nuovo in abboddanza ed i palati erano decisamente in grado di sopportare un po' di dolcezza in più..dopo tanti anni di privazioni!
Esistono più versioni di questi dolcetti, da quella con il latte condensato a quella con uno sciroppo di acqua e zucchero..la ricetta che ho realizzato io è quella classica con il latte condensato e devo dire che il risultato è stato veramente ottimo!
In Inghilterra ovviamente questi dolcetti vengono venduti nei mercatini e ne sono state realizzate anche alcune versioni confezionate..
Anche per queste delizie non poteva mancare la canzone/ colonna sonora che mi ha ispirato: "Candyman" di Christina Aguilera.
Personalmente trovo che la Aguilera abbia una voce fantastica..non so se avete mai sentito una sua performance dal vivo... fa veramente paura!
Detto ciò, questa canzone sa di vintage, di dopo guerra, di allegro e colorato, proprio come la storia di questi dolcetti al cocco!
Inoltre la trovo perfetta per ogni realizzazione, dalla cucina, al fitness, al ballo rilassatore...
Comunque..questi dolcetti sono semplicissimi da fare, non richiedono cottura ma solo una notte in frigorifero e cattureranno tutti..grandi e piccini..quindi eccovi la ricetta ( dopo qualche foto)
Ingredienti:
400 gr di latte condensato
300 gr zucchero a velo
300 gr cocco essiccato non zuccherato (altrimenti i vostri coconut ice risulteranno troppo dolci)
1/2 cucchiaino da caffè di vanillina
colorante rosa ( o poco colorante rosso)
Preparazione:
Iniziate foderando una teglia con della carta da forno.
Versate nella planetaria ( o se non l'avete fate lo stesso procedimento con le fruste) il latte condensato e settacciatevi lo zucchero a velo, unite poi il cocco e la vanillina, amalgamando bene il tutto.
Trasferite adesso la metà del composto ottenuto all'interno del vostro stampo coperto di carta forno e livellate la superficie con una spatola premendo bene.
Colorate adesso il composto rimasto da parte e mescolate finchè non avrà raggiunto la tonalità di rosa desiderata.
Versate questo secondo composto sopra il primo bianco e premete bene.
Mettete lo stampo in frigorifero per una notte intera e al mattino con delicatezza capovolgeteli ed affettateli a cubetti.
Potete conservare i vostri coconut ice anche in un barattolo chiuso..e buona dolcetto..
Oggi ci lanciamo in Svezia, nel nord dell'Europa! La Svezia che da qualche anno conosciamo meglio grazie all'Ikea, ad H&M e al mondo computerizzato...ma cosa ne sappiamo della sua cucina? Io non credo di aver mai provato niente di svedese se non qualche piccolo stuzzichino comprato all'Ikea, e allora perchè non provare proprio con un dolce?
Ho "spulciato" qua e la tra le ricette di cucina svedese alla ricerca di un dolcetto da preparare per i miei affamatissimi assaggiatori di fiducia... poi una mia amica "linguista" mi ha consigliato questa torta definendomela come la sua torta preferita.. mi sono documentata ed ho voluto provarla!
La Prinsesstårta, o Grön tårta o Torta svedese, figura su molti siti di cucina come uno dei dolci più buoni del mondo, assieme alla Sacher, ai cannoli, alla pastiera ed altre prelibatezze...niente poteva trattenermi dal provarla!
La Prinsesstårta pare sia nata attorno agli anni '30 in Svezia, per l'appunto, e le prime sue tracce si trovano nel libro di cucina "Prinsessornas Kokbok" di Jenny Akerstrom, insegnante delle tre principessine, figlie del Principe Carlo di Svezia.
Le tre principessine golose erano: Astrid, Martha e Margareth, qua sotto le potete vedere in tutto il loro splendore..
Inizialmente questa torta veniva chiamata Grön tårta, ovvero torta verde, a causa del suo colore verdognolo ma, scoperto quanto le principessine ne fossero ghiotte, il dolce iniziò ad essere conosciuto con il suo nome odierno.
Questa prelibatezza svedese altro non è che una torta a strati composta da pan di spagna, marmellata ai lamponi, crema pasticcera e panna, guarnita con marzapane verde.
Per i più sfaticati che non intendono perdere almeno una serata nella realizzazione di questo godurioso dolce, c'è sempre l'opzione Ikea, dove troverete una miniprinsesstårta monoporzione ( non montabile) pronta a deliziare i vostri palati.
Ma veniamo ai dettagli di questa prelibatezza del nord: vi dico solo una cosa..al primo assaggio vi innamorerete di questa torta!
Assicurato, è buonissima, anche se l'insieme di ingredienti che ci sono dentro vi spaventa un po' in realtà la torta in sè non è affatto pesante, anzi è voluttuosa, morbida e meravigliosamente buona.
E' un po' come dice la canzone di Mary Poppins "Supercalifragilistichespiralidoso": anche se vi sembra che abbia un suono spaventoso...eccetera eccetera...questa torta fa lo stesso effetto, mentre la stavo agglomerando e stavo preparando la crema mi dicevo " Chissà come sarà pesante, e chissà il marzapane come stuccherà!" invece...rivelazione del secolo... il marzapane quasi perde il suo sapore, accompagnato da panna, marmellata e crema! Insomma.. un motivo ci sarà se si trova tra i migliori dolci del mondo no?
Ingredienti:
1 vasetto di marmellata ai lamponi o alle fragole
1 litro di panna da montare
crema pasticcera ( per la ricetta della crema vi rimando al mio precedente post in cui realizzo una crema al cioccolato, ma potete tranquillamente togliere il cioccolato ed otterrete un'ottima crema pasticcera! http://lapetitemadeleine87.blogspot.it/2013/03/torta-mimosa-al-cioccolato.html)
1 confezione di marzapane
colorante alimentare verde q.b.
Per la bagna al brandy:
2 cucchiai di brandy o rhum
100 gr di zucchero
200 ml di acqua
Per il pan di spagna: ( i pan di spagna dovrebbero essere 3, ma io ne ho realizzati soltanto 2 perchè la torta mi sembrava già abbastanza ricca di per sè)
3 uova medie
120 gr di zucchero
2 bustine di vanillina
75 gr di farina 00
50 gr di maizena
1 bustina di lievito per dolci
50 gr di burro fuso, lasciato a freddare
Preparazione:
Allora devo ammettere che la preparazione della Prinsesstarta sia un po' complicata, più che altro lunga nella realizzazione, ma vi assicuro che il gioco vale la candela.
Inanzitutto preparate 2 pan di spagna seguendo la ricetta qua sopra, dovrebbe venire abbastanza alto se vi ricordate di non aprire il forno durante la cottura.
Versate nella planetaria ( o se non avete la planetaria usate le fruste) i tuorli con 3 cucchiai di acqua tiepida, la vanillina ed 80 gr dello zucchero.
Iniziate a montare a bassa velocità per almeno 5 minuti.
Montate adesso gli albumi a neve, il composto deve risultare omogeneo e ben fermo ( la tecnica è la seguente: montate a velocità costante, quando le fruste iniziano a lasciare il segno sul composto significa che siamo vicini al momento clou, la prova del 10 è provare a girare la pirofila: se gli albumi restano fermi belli saldi dove sono, significa che sono ben montati, se colano da tutte le parti, significa che devono ancora essere montati.
Aggiungete lo zucchero restante,ed infine, dopo aver spento la planetaria, aggiungete i tuorli con l'aiuto di un mestolo di legno, mescolando lentamente dal basso verso l'alto.
In una pirofila setacciate i secchi ( farina, lievito e maizena) ed aggiungeteli lentamente al composto.
Infine aggiungete il burro, imburrate una teglia, copritela con carta da forno, ed infornate a 180° per circa 25 minuti.
Adesso che il vostro pan di spagna è in forno, preparate la bagna e la crema pasticcera.
Per la crema seguite la ricetta che vi ho postato nella lista degli ingredienti, mentre per la bagna dovete solo mescolare i 200 ml di acqua con lo zucchero e metteteli sul fuoco,una volta bollito, si toglie dal fuoco e si aggiunge il brandy.
Montate infine la panna a neve ferma.
Quando il pan di spagna sarà pronto ed avrete tutti gli ingredienti non vi resta che agglomerare la vostra torta.
Io ho fatto solo 2 strati di pan di spagna, la ricetta originale ne vorrebbe 3, però fate voi.
Prendete il primo pan di spagna, bagnatelo abbondantemente con la bagna al brandy e copritelo con la marmellata di lamponi, sopra di questa mettete la panna e coprite con il secondo pan di spagna.
Bagnate anche il secondo pan di spagna e copritelo con la crema pasticcera. ( io mi sono fermata qui e sono andata direttamente alla finitura)
Aggiungete il 3 pan di spagna (facoltativo) e bagnatelo.
Coprite la vostra torta con abbondante panna montata, sia sopra che sui lati, ricordandovi di formare una bella cupola sopra.
Stendete ora con il mattarello il vostro marzapane, che avrete precedentemente colorato di verde con i coloranti alimentari; una volta raggiunta la giusta grandezza, stendetelo sulla torta, tagliate l'eccesso, decorate a piacere e ponete in frigorifero.
Gustate la vostra Prinsesstarta, prima che lo faccia qualcun altro!
Avendo invitato un'amica a cena avevo pensato di fare dei dolcetti anzichè la solita torta gigante..anche perchè siamo tutti a dieta perenne (eh si..)!
Ecco quindi che, girucchiando qua e là per il web ho scoperto questi famosissimi whoopie pie dall'aspetto davvero delizioso!
Gli Whoopies sono dei dolcetti americani, che possono essere considerati sia come biscotti che come due mini-tortine assemblate tra loro grazie ad una crema marshmallow o ad un semplice frosting.
Si narra che la ricetta degli whoopies sia nata all'interno della comunità Amish americana ( più precisamente della Pennsylvania) , dove sono conosciuti anche con il nome di "gobs".
Gli Amish sono una comunità religiosa nata in Svizzera nel 1500 e stabilitasi negli USA intorno al 1700.
Gli amish vivono all'interno di una società robusta, basata su forti legami familiari e su una forte identità religiosa.
La comunità basa il suo stile di vita sull'ordine di Ordnung, discendente da concetti ricavati dalla Bibbia.
I giovani amish crescono come artigiani e contadini delle campagne, e tengono lontane le loro tradizioni dalle eventuali civilizzazioni.
Nella comunità non esistono nè automobili nè elettricità perchè il compito di un amish è quello di vivere il più semplicemente possibile con la sua famiglia.
Anche il loro abbigliamento è assai fuori dal tempo, le donne portano lunghi vestiti e cuffiette e gli uomini cappelli e barba molto lunga.
Insomma, questo è l'ambiente in cui si dice siano nati i nostri dolcetti, affascinante no?
Ma torniamo ai whoopies..al giorno d'oggi sono tra i dolcetti più amati del Maine, dove si ha l'usanza di prepararli in dimensioni enormi, sopratutto durante il festival a loro dedicato.
E' stato creato addirittura un sito web dedicato alla celebrazione di cui vi lascio con piacere il link di seguito (http://mainewhoopiepiefestival.com/) in cui potrete trovare di tutto, dalle competizioni al whoopie pie più grande del mondo, alle serate con musica, alle varie pasticcerie partecipanti, insomma se avete in progetto un viaggetto nel Maine...pensateci!
Di solito si è soliti bere un bel bicchierone di latte dopo aver degustato una di queste delizie cioccolatose.
La leggenda Amish vuole che il nome "Whoopie" venga dall'esclamazione dei bambini che, rientrando in casa e trovando questi dolcetti appena sfornati, non potevano trattenersi dal gridare un "WHOOPIE" di gioia.
Io ne ho preparato un vassoio in versione non gigante, e devo dire che sono veramente buonissimi, l'amarognolo della torta al cioccolato si sposa perfettamente con il frosting all'interno, ed i dolcetti sono stati spolverati in meno di 2 giorni.
La preparazione è breve e semplice, necessita di una sac à poche per essere perfetta, ma a livello di gusto verranno buonissimi anche se realizzati con un semplice cucchiaio.
Veniamo quindi alla ricetta che ho gentilmente preso in prestito dal sito "Joy of baking" convertendone le dosi in quelle italiane.
Anche per questa ricetta ho scelto una canzone... non chiedetemi perchè...ma oggi sono lanciatissima nel musical Sister Act.. e la canzone che secondo me rispecchia l'anima antica di questi dolcetti che si sono oggi trasformati in divertentissimi tortini cioccolatosi è "I will follow him" da Sister Act.
E poi dai...Whoopi Goldberg...come non notare l'assonanza...
Ingredienti (per una ventina di whoopies):
340 gr di burro a temperatura ambiente
300 gr di zucchero
2 uova
2 cucchiai di estratto alla vaniglia ( o 2 bustine di vanillina)
460 gr di farina
150 gr di cacao amaro
1 pizzico di sale
2 cucchiaini di lievito
60 ml di yougurt bianco
60 ml di latte
240 ml di caffè solubile allungato con acqua ( per ottenere l'effetto del caffè americano) Per il filling:
200 gr formaggio cremoso
100 gr di burro
2 cucchiai di estratto alla vaniglia
340 gr di zucchero a velo
Preparazione:
Come in tutte le ricette americane si mescolano a parte gli ingredienti liquidi, poi quelli solidi ed infine la parte grassa.
Iniziate quindi mescolando la farina con il cacao, il lievito ed il pizzico di sale.
In un bicchiere versate il latte, lo yougurt ed il caffè, mescolando il tutto.
In un terzo recipiente, o direttamente nella planetaria lavorate il burro con lo zucchero fino ad ottenere un composto cremoso, a questo punto aggiungete le uova e la vaniglia, sempre continuando a mescolare; una volta ottenuto un bel composto omogeneo, sempre continuando a mescolare, aggiungete alternativamente il composto liquido (latte, yougurt e caffè) e quello solido ( farina, cacao e lievito) a quello grasso, otterrete così una consistenza abbastanza cremosa ma al tempo stesso consistente.
Inserite il composto in una sac a poche ed iniziate a creare delle cupolette di composto su una teglia, coperta con carta forno.
La forma delle cupolette deve essere abbastanza grande, almeno 4 cm di diametro, ed abbastanza alta, tuttavia dovete ricordarvi di non mettere i vostri whoopie uno appiccicato all'altro, altrimenti in cottura si fonderanno ed otterrete un unico gigantesco whoopie pie.
Detto questo, infornate a 190° per 10 minuti, quando andrete a toglierli vedrete che saranno ancora morbidi, ma poi si seccheranno una volta tolti dal forno acquisendo la tradizionale morbidezza whoopie.
Ora preparate il filling al philadelphia, lavorate il Philadelphia ( o altro formaggio cremoso simile) con il burro, aggiungete l'estratto alla vaniglia e lo zucchero a velo, sempre mescolando.
Lavorate finchè non otterrete una crema abbastanza densa, mettete in frigo per circa mezz'ora ed, alla fine, farcite i vostri whoopies e tenete al fresco fino al momento di gustarli, al primo assaggio non potrete fare a meno di gridare "WHOOPIE!"
Allora per queste vacanze dall'università mi ero riproposta di fare qualche ricettuzza per sperimentare entrambi i miei regali natalizi.
Sono partita da una ricetta molto semplice di Christophe Felder, trovata su "Patisserie": la crème brulée alla vaniglia.
E' molto semplice da realizzare, basta avere un caramellatore per realizzare la crosticina tipica della crema. ( io ne ho uno di Tescoma che si ricarica con le normali ricariche da accendino).
Il nome crème brulée significaa crema bruciata, in francese, ed alro non è che una crema inglese cotta e coperta da uno strato di croccante zucchero caramellato.
La prima ricetta documentata risale al 1691 e, nonostante il nome francese, sembra sia di origine inglese.
In Inghilterra questo dolce è tradizionalmente associato all'Trinity College di Cambridge, dove veniva solitamente preparato imprimendo lo stemma della scuola nella sua parte superiore con l'aiuto di un ferro arroventato.
Questo versatile dolce anglo-francese viene citato anche nel film "Il favoloso mondo di Amelie", dove la nostra stramba protagonista dichiara di provare un gran piacere nel rompere la crosta della crème brulée prima di mangiarla... ( come darle torto)...vi metto il pezzetto iniziale del film....
Insomma la crème brulée mette d'accordo tutti e riesce a conquistarci anche nella sua semplicità.
Ed eccoci quindi arrivati alla ricetta..
Ma prima come non mettervi l'immancabile colonna sonora, che in questo caso è tratta direttamente dal film di Amelie.. bellissima, da ascoltare per ore, "La noyee" per me che sono stata a Parigi e che la adoro, questa canzone è sempre una grande emozione..
Ingredienti:
2 baccelli e 1/2 di vaniglia
25 cl di latte intero
5 tuorli
70 gr di zucchero semolato
250 gr di panna liquida intera
1/2 scorza di limone verde
100 gr di zucchero di canna grezzo per la finitura
Preparazione:
Tagliate i baccelli di vaniglia in due nel senso della lunghezza e raschiateli con un coltello per togliere i semini aromatici.
Versate il latte in un pentolino ed aggiungete i baccelli di vaniglia e portate a bollore a fuoco medio.
Togliete il pentolino dal fuoco e lasciate in infusione per 10 minuti.
Nel frattempo mettete i tuorli in un recipiente.
Con una frusta, incorporate lo zucchero semolato ai tuorli e sbattete in modo da sciogliere lo zucchero.
Preriscaldate il forno a 100°, incorporate ora la panna liquida ai tuorli zuccherati fino ad ottenere una crema omogenea.
Aggiungete il latte vanigliato raffreddato e mescolate di nuovo.
Prelevate le scorze dal lime e mettetene qualcuna sul fondo degli stampini.
Con l'aiuto di un piccolo mestolo mettete un po' di crema negli stampini, fino quasi al bordo.
Infornate per circa 1 ora e 15 minuti ( piccola postilla: il tempo di cottura dipende molto dall'altezza dei vostri stampini, i miei erano stretti ed alti ed hanno impiegato circa 1 ora e 40 minuti, conviene sempre controllare il livello di cottura).
La crema è cotta quando risulta leggermente tremolante.
Non appena le creme sono cotte, lasciatele raffreddare completamente prima di finirle.
Con un colino, spolverate le crème brulée con lo zucchero di canna in un sottile strato abbastanza regolare.
Bruciate lo zucchero con l'aiuto del caramellatore, quando il primo strato di zucchero si sarà sciolto, spolveratele di nuovo con altro zucchero e bruciatele una seconda volta.
Servite appena caramellate e bon appetit!
Eccoci qua,
dopo una pausa lunga una vita sono di ritorno, ovviamente nel periodo delle feste natalizie, periodo di regali e sopratutto di dolcetti...che poi ovviamente si accumulano su fianchi, punto vita e cosce e siamo costrette a settimane intere di zumba e di aerobica per buttarli giù.. ma questo viene dopo il piacere delle feste natalizie, feste spensierate, felici, dove tutti siamo più buoni, tutti si ingrassa, tutti ci sediamo al tavolino a mangiare pistacchi e noci, e tutti riceviamo dei fantastici regali di Natale..
Ovviamente anche in questo post ecco la nostra colonna sonora... premetto che adoro le canzoni di Natale, tutte, da quelle classiche a quelle attualissime..mi piacciono per l'atmosfera che trasmettono e per i video che di solito sono magnifici.. mi piace perfino "Rudolph the red noised reindeer" ( adatta ai bambini al di sotto dei 3 anni).
Ma tra tutte queste canzoncine meravigliose ce n'è una che mi trovo sempre a canticchiare in questo periodo, che sento in tutti i negozi in cui entro, che vedo a tutti i saggi di danza, in tutte le pubblicità...ovunque!
Questo classico natalizio è "All I want for Christmas is you" di Mariah Carey...con cui vi delizio questo pomeriggio.
Questo post non è su nessuna ricetta, ma su 2 pacchi trovati sotto l'albero quest anno, che mi sento di consigliare a tutti voi.
Il primo è un libro, secondo me uno dei migliori in circolazione per quanto riguarda la pasticceria.
Eccolo qua in tutto il suo splendore, nella sua copertina lucida e rosa che già a vederla fa venir voglia di Macaron.. lo volevo da qualche mese e da quando ce l'ho ogni tanto mi diverto a sfogliarlo per guardare le immagini delle ricette che prima o poi proverò..inesorabilmente, una dopo l'altra..
Anche l'interno devo dire che è realizzato in modo impeccabile,
ricchissimo di immagini e di foto "passo passo" che mostrano anche ai cuochi meno esperti come realizzare ogni ricetta.
Per non parlare poi della suddivisione in capitoli, che va dalle paste base alle creme, dagli elementi decorativi ai dolci dell'avvento, e dai dolci della tradizione ai francesissimi macarons... fantastico.
Christophe Felder inoltre ha la fama di essere uno tra i migliori pasticceri al mondo e non poteva far altro che regalarci questa "Bibbia"della pasticceria che un'aspirante cuochina non può non avere in casa.
Unica pecca del libro: dedica poco spazio alla storia delle sue ricette, passando subito alla pratica...ma è un errore da poco direi..
Insomma per me è stata la rivelazione in forma cartacea, dell' anno... bello esteticamente, realizzato alla perfezione, e ricette ben riuscite al primo tentativo..( presto le vedrete qui sul blog), consiglio l'acquisto a tutte le appassionate.
L'altro regalo che mi sono trovata sotto l'albero è stato il Kenwood Prospero..erano anni che assillavo Samuele con questo attrezzucolo e finalmente ha pensato bene di regalarmelo..esistono diversi tipi di Kenwood, per tutte le tasche, tutti ottimi direi.
Quelli più professionali hanno, oltre ad una struttura più solida, la possibilità di attaccarci diversi attrezzi in più, ed adirrittura di cuocere e mantecare gli ingredienti.
Il Kenwood Prospero, modello più economico, è comunque fantastico, possiede ben 3 ganci impastatori, un frullatore, uno spremiagrumi, una centrifuga ed un tritacarne..
Io l'ho, ovviamente, già provato in tutte le salse, e devo dire che funziona veramente alla perfezione e ti permette di creare prelibatezze in cucina con più calma e con immensa gioia da parte mia che sono stata almeno un'ora a guardare il mio Kenwood mescolare l'impasto del pan di spagna.
Insomma per tutte coloro che avevano intenzione di acquistare un robot da cucina, o che erano insicure sul modello, o che non hanno molto tempo per cucinare, il kenwood facilita decisamente la vita e vi permette di poter fare, con una sola macchina, quello che prima facevate con 4 o 5.
Vi posto di seguito un video dimostrazione del Kenwood..Buona visione..